
Si può fare anche della filosofia riguardo al fatto che gli escrementi, residuo del cibo che ci mantiene in vita e di cui spesso godiamo, definiscano, in termini volgari, tutto ciò che disprezziamo e svalutiamo. Sintesi organica di tutte le nostre azioni, rappresentano invece la parte finale ed iniziale di un magico ciclo bioenergetico che si rinnova.
Dal letame non solo “nascono i fior”, ma anche il biogas, il biometano, i fertilizzanti e addirittura un mercato delle deiezioni: dalla pollina (gli escrementi dei polli) quella meglio pagata in quanto più ricca di nutrienti, seguita dai liquami suini, dai reflui delle stalle di bovini, equini, ovini e caprini. Gli escrementi umani non hanno invece un gran potere calorifico; pare che la vita irrequieta che viviamo sottragga alle nostre deiezioni molti nutrienti, ma i fanghi provenienti dai depuratori delle nostre città, opportunamente trattati, entrano comunque nel compost di biomasse da cui si ricava energia, insieme a scarti agricoli, rifiuti solidi urbani (di cucina, per lo più), reflui di zootecnica. Dopo essere stati sminuzzati, triturati, pressati tutti questi materiali formano un compostaggio che fermenta in assenza di ossigeno all’interno di vasche (digestori) coperte ermeticamente da teloni (fase della digestione anaerobica). Durante la fermentazione avviene la separazione del gas dalla parte solida del compost grazie a microbi presenti nelle biomasse. Tramite un co-generatore o un motore endotermico il biogas fornisce elettricità e calore agli edifici circostanti. La parte solida che rimane diventa invece fertilizzante. Se eolico e fotovoltaico sono soggetti a variazioni meteorologiche, il biogas può venire prodotto a ciclo continuo introducendo biomasse nei digestori. Negli impianti di cogenerazione, che impiegano più fonti rinnovabili, integra e mantiene costante la quota di energia da produrre.
Quando il biogas subisce un’ ulteriore raffinazione con l’eliminazione di Co2 , acido solfidrico e altri componenti corrosivi, diventa biometano in grado di sostituire ottimamente il combustibile fossile per l’autotrazione.
E le cacche dei cani che costellano le nostre strade e marciapiedi? Nella città di Malvern Hills, UK, qualcuno ha pensato di utilizzarle in un mini-impianto a biogas con cui alimentare un lampione del parco. Un risparmio certamente minimo in termini di energia, ma una simpatica iniziativa che unisce sensibilizzazione ed educazione al rispetto ambientale, nonché didattica della raccolta differenziata dei rifiuti e del loro riutilizzo.

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